previous arrow
next arrow
Slider

Tropea (Calabria)- Costa degli Dei

Il territorio di Tropea è poco esteso, infatti con 3,59 km² si trova al 7805º posto in Italia per superficie (mentre è al 195º per densità di popolazione)

La sua morfologia è particolare, si divide infatti in due parti: la parte superiore, dove si trova la maggior parte della popolazione e dove si svolge la vita quotidiana del paese, e una parte inferiore (chiamata "Marina"), che si trova a ridosso del mare e del porto di Tropea.

Tra le altre zone periferiche vi sono località "Carmine" e località "Campo" (diviso a sua volta in "Campo di sopra", che è prevalentemente occupato da orti e campagne, con qualche zona residenziale, e "Campo di Sotto", dove hanno sede la locale caserma del Comando dei Carabinieri, l'Ospedale Civile.

Santa Maria dell'Isola di Tropea
Cattedrale di Tropea
Cipolla Rossa di Tropea
I tri da cruci tradizioni popolari di Tropea

Cosa vedere a Tropea

Santa Maria dell'Isola di Tropea

Simbolo della città è il Santuario di Santa Maria dell'Isola, che sorge su un promontorio di fronte alla cittadina. Si racconta che la statua della Madonna sia stata scaricata al porto da una nave che solo liberandosene ha potuto proseguire il suo viaggio.

Fu poi trasportata sullo scoglio dell'isola e deposta all'inizio della scala sulla pietra viva che i visitatori baciavano e su di essa si distendevano con devozione ed erano liberati da dolori in particolare al ventre. Si decise allora di custodirla in una vicina grotta e, poichè la statua era più alta dell'incavatura, di segare la parte inferiore.

Si ruppero così le prime tre seghe. Poi il falegname rimase mutilo delle braccia. Il vescovo e il sindaco che avevano preso tale decisione trovarono ambedue morte improvvisa. Questa volta la statua della Madonna insieme a quelle di San Giuseppe e del Bambinello furono trasportate sulla sommità dello scoglio fino all'altare maggiore dell'antica chiesa benedettina e quindi non soggetta alla visita vescovile. Vi si fa festa il 15 agosto e l'8 settembre.

Cattedrale di Tropea

La Cattedrale di Maria Santissima di Romania venne edificata intorno al XII secolo ad opera dei Normanni. Oggi è concattedrale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

A sviluppo longitudinale, a tre navate in stile normanno, la struttura venne interamente costruita in conci di tufo giallino e pietra lavica. Durante il Seicento, l'edificio fu trasformato in stile barocco e allungato di 12 metri.

Subì molti danni a causa dei molteplici terremoti ed ebbe numerosi restauri. L'interno ospita l'icona della SS. Patrona della città, la Vergine di Romania, opera di un allievo di Giotto databile attorno al 1230 e di provenienza orientale. Particolare attenzione merita il maestoso Crocifisso Nero, proveniente probabilmente dalla Francia e databile non prima del 1600.

Spiagge di Capo Vaticano

Capo Vaticano è un'estesa località promontuosa, sul litorale tirrenico calabrese, di fronte alle isole Eolie tra il golfo di Gioia Tauro e quello di Sant’Eufemia, situata nel comune di Ricadi, nella frazione di San Nicolò, (VV), facente parte della "Costa degli Dei", ricca di strutture ricettive dotate di tutti i servizi per chi viene a villeggiare.

Il promontorio, che ne assume il nome, raggiunge l'altezza massima di 124 metri ed è fatto di uno speciale granito, quello bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche. Sul promontorio è installato dal 1870 un faro dalla Torre cilindrica, da dove si può ammirare un favoloso panorama che si estende fin verso lo stretto di Messina.

Isole Eolie

Le Isole Eolie formano un arcipelago, costituito da sette isole, alle quali si aggiungono isolotti e scogli affioranti dal mare. Sono perciò visibili dalla costiera tirrenica. Da Tropea si possono vedere, specialmente al calar del sole quando il solo tramonta dietro di esse.
Le sette isole sono:

  • Vulcano (21 km² - circa 400 abitanti)
  • Filicudi (9,7 km² - circa 300 abitanti)
  • Salina (26,8 km² - circa 2.200 abitanti)
  • Lipari (37,6 km² - circa 11.000 abitanti)
  • Alicudi (5,2 km² - circa 100 abitanti stanziali)
  • Stromboli (12,6 km² - circa 400 abitanti) con l'isolotto di Strombolicchio
  • Panarea (3,4 km² - circa 300 abitanti), con gli isolotti di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca

Grotte di Zungri

Zungri sorge sull’altopiano del Monte Poro: un terrazzamento di tufo pliocenico, limitato da profonde e ridenti vallate, amene di acque torrentizie. Intorno all’anno mille, molti insediamenti monastici influenzarono la vita di "chorioi" (villaggi), nuclei di intenso e produttivo lavoro rurale. La vita ascetica in quel periodo era intensamente praticata se ad Asfalanteo ritroviamo, in profonde meditazioni, Santo Elia (dal Bios dello Speleota, linea 1175).

"Asfalantea" corrisponde alla moderna località "Fossi", dove le Grotte degli Sbariati (o sbandati), si affacciano sui medi terrazzamenti degradanti sul torrente "Malopera". Sono 39 quelle già evidenziate e costituiscono un complesso unico, nella fattispecie, rinvenuto in Calabria.

La vegetazione più varia e la crosta dei soleggiati declivi tufacei sono state la protezione cromatica di una documentazione storica che il tempo non ha cancellato. Né il tempo, né l’uomo, che, quasi per sacro rispetto, pur utilizzando le case-grotte per custodire foraggi e attrezzi di lavoro, ne ha conservato le strutture.

Castello di Pizzo

Castello di Pizzo - Due nobili patrizi Tropeani, Marcello e Claudio Tavulli, nel 1599 lasciarono tutti i loro beni ai PP. Gesuiti di Napoli con la condizione di aprire un Collegio nella loro patria. L'esecuzione del testamento veniva affidata al Vescovo Mons. Tommaso Calvi, degnissimo pastore di Nicotera e Tropea, che invitò il P. Orazio Sabbatini, rettore del collegio dei Gesuiti a Catanzaro, a venire nella sua diocesi.

Dopo poco partì una delegazione di notabili cittadini per Napoli. Il P. Provinciale accettò e subito inviò i primi due Padri. Ospiti di una famiglia, presero la Rettoria di una piccola Chiesa, dedicata a Santa Domenica. Il bene che essi operavano diede subito buoni frutti: aumentò la frequenza dei sacramenti, l'amore alla Madonna, eressero un conservatorio per le pentite. Dopo qualche anno iniziarono i lavori della Chiesa. Scelsero un luogo tra i più belli di Tropea.

Chiesetta di Piedigrotta a Pizzo Calabro

Chiesetta di Piedigrotta a Pizzo Calabro - Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, che aveva una piccola cartoleria al centro del paese, decise di dedicare la sua vita a quel luogo. Ogni giorno raggiungeva a piedi il posto e a colpi di piccone ingrandì la grotta, ne creò altre due laterali e riempi gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi.

Angelo morì il 19 maggio 1917, subentrò il figlio Alfonso che dedicò alla Chiesa 40 anni della sua vita. Per sua mano, essa assunse il suo aspetto definitivo. Egli scolpi altri gruppi di statue, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre, affreschi sulla volta della navata centrale e su quella dell’altare maggiore. Alla sua morte non ci furono continuatori.

Fortunatamente alla fine di quello stesso decennio, un nipote di Angelo e Alfonso Barone, di nome Giorgio, decise di tornare a Pizzo dal Canada dove si era trasferito e diventato un rinomato scultore, Sarebbe dovuto rimanere nel suo luogo natale per sole due settimane, ma dopo essere andato a visitare la chiesetta e averla trovata ridotta ad un ammasso di macerie, decise di provare a restaurarla.

Certosa di Serra San Bruno

Certosa di Serra San Bruno - Le prime abitazioni di quello che sarebbe divenuto il paese furono costruite per ospitare gli operai che lavoravano per i monaci della certosa di Santo Stefano e per l'eremo di Santa Maria per volere del fondatore, San Bruno, il quale aveva ottenuto dal conte normanno Ruggero d'Altavilla il terreno per le sue fondazioni monastiche.

La presenza della Certosa ha enormemente influenzato lo sviluppo architettonico del paese, infatti era ben nota la presenza di artigiani, artisti del legno, fabbri e decoratori. Il terremoto del 1783 distrusse la cittadina e la Certosa; il centro storico, a causa di questo avvenimento, visto le condizioni in cui versava, venne denominato "Terra Vecchia", successivamente venne costruito un altro quartiere, chiamato spinetto, per l'enorme presenza di spine nel luogo dove iniziò l'edificazione. La ricostruzione è stata possibile in quanto la zona era ricca di risorse come legno, ferro e granito, che i mastri d'arte dell'epoca sfruttarono anche per creare opere d'arte per decorare le chiese ed il paese.

📌 Domande frequenti su Tropea

Sul Lungomare ci sono stabilimenti balneari?

Sul Lungomare di Tropea ci sono molti 🏖️ stabilimenti balneari da poter scegliere

Cosa c'è da vedere arrivati a Tropea?

😍 Santuario Santa Maria dell'Isola, Museo Diocesano, Cattedrale, i belvedere sul mare

Quanto dista l'aeroporto più vicino da Tropea?

✈️️ Il più vicino è quello di Lamezia Terme e dista 60 km da Tropea
CONTATTI